Fondazione

La nostra storia

La Fondazione nacque nel 2013 su iniziativa di Elena Pochintesta, che visse la dolorosa esperienza di perdere il secondo figlio Carlo, a soli 26 anni. Come lei stessa scrisse “in pochi mesi una dolorosa malattia uccise nel fiore degli anni un ragazzo che si apprestava ad entrare nella vita sia negli affetti che nel lavoro.”

Il fratello Claudio lo ricorda come “un ragazzo molto in gamba, che amava la musica e suonava la chitarra”.

A 19 anni si era trasferito in Germania per studiare il tedesco.

Al ritorno a Milano fu assunto dalla società Goglio, dove in un paio d’anni divenne Direttore Commerciale e fino all’ultimo portò avanti i suoi impegni. Nel 1974 venne ricoverato al San Matteo di Pavia. Dopo la diagnosi infausta, la famiglia optò per delle cure naturali che consentirono almeno di non devastare il fisico e avere una vita normale fino a poche settimane dalla morte.
Carlo morì la mattina del 24 maggio 1976.

Nel 2013, la madre Elena, con il contributo della famiglia e di Lodovico Burini, commercialista milanese che diede un grande supporto al progetto, diede vita alla Fondazione che porta il suo nome, con lo scopo di raccogliere fondi per la ricerca sul cancro con particolare attenzione alle malattie del sangue e al linfosarcoma, e usò le canzoni del figlio anche in una kermesse, nel villaggio di Arese 4, dove Carlo risiedeva allora. La prima donazione fu fatta al professor Mantovani dell’Istituto Humanitas, immunologo di fama mondiale.

I nostri Obiettivi

La Fondazione Carlo Ceper contribuisce alla lotta contro il linfosarcoma e contro le malattie del sangue, sostenendo la ricerca. Persegue questo importante obiettivo finanziando borse di studio, che possano sostenere, in maniera tangibile e autentica, tanti giovani ricercatori a perseguire i loro obiettivi.

Nella memoria del figliolo perso, la Fondazione non si limita alla sola erogazione di denaro, ma all’essere partecipe dei risultati ottenuti nella ricerca, controllando, verificando e approvando i passi compiuti di anno in anno dagli Istituti finanziati. Questa strategia mira a stimolare il ricercatore e coinvolgere i familiari di Carlo Ceper nel percorrere, seppur in minima parte, la strada della conoscenza e della sfida, pur ambiziosa, di ampliare il nostro sapere e tradurlo in terapie efficaci.” – Elena Pochintesta