Mentre la Juve Women si prepara alla Champions che inizierà il 18 agosto e che, a detta del dirigente Stefano Braghin, intervistato da Sky Sport “sarà la stagione più complicata tra quelle disputate”, la storia di una delle giocatrici è stata di esempio, nei mesi scorsi, sul fronte della lotta ai linfomi in età pediatrica.
Cecilia Salvai, difensore della Nazionale Italiana e di Juve Women, è stata tra i protagonisti all’inaugurazione della palestra riabilitativa dell’Ugi, di supporto per i bambini in terapia intensiva presso l’Ospedale Regina Margherita di Torino: ennesima conferma che lo sport e l’attività fisica possono essere fondamentali nell’accompagnare i pazienti oncologici – a maggior ragione in età pediatrica – per sostenere una quotidianità positiva.
Proprio come nel calcio, in cui non conta solo la preparazione fisica, ma a fare la differenza è anche l’approccio mentale, anche nella lotta contro il cancro la forza, il coraggio, la positività devono essere coltivati giorno dopo giorno. Con costanza e determinazione, nonostante le delusioni e le difficoltà che possono sopraggiungere.
“Quando avevo 4 anni sono stata colpita da un linfoma di Hodgkin, che ho superato grazie alle cure del Regina Margherita.” Racconta la bianconera Cecilia Salvai a Torino Oggi. “In quanto allo sport e al movimento ne conosco bene l’efficacia, per cui dico che questa iniziativa è meravigliosa e che darò ai suoi curatori la mia massima collaborazione”.
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